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Mag-2020

Virabhadra la sua immagine, alcuni cenni

Virabhadra è un guerriero coraggioso, un potente guerriero/eroe ed è considerato la manifestazione terrifica del dio Shiva. Questo guerriero esprime la forza virile maschile e l’ira del dio Shiva. Viene rappresentato di colore scuro come le nubi monsoniche, con volto feroce, tre occhi sbarrati e fiammeggianti, zanne affilate, i capelli con lampi e fiamme e una ghirlanda di teschi. Vestito di un drappo giallo avvolto intorno alla vita, ai piedi porta sandali e cavigliere. Il suo corpo è molto forte e virile. Spesso si trova la sua immagine davanti ai templi come guardiano.

piccoli cenni di mitologia

Il mito più noto e diffuso in merito al guerriero Virabhadra si trova nel Kurma Purana e in altri Purana e include l’auto-immolazione della principessa Sati che è figlia di Daksa e sposa di Shiva e rappresenta la Grande Dea.

La leggenda ci racconta che Virabhadra nacque da un capello che il dio Shiva si strappò in un impeto di rabbia e gettò nel fiume Gange, per dar vita così ad un essere di sola natura maschile, espressione di virilità, forza guerriera e ira. La leggenda è narrata nel poema Kumara Sambhava, “La nascita del dio della guerra.

il racconto di virabhadra

Il mito shivaita di Sati racconta che: “…un giorno il re e sommo sacerdote Daksa celebrò una grande cerimonia rituale, ma non invitò sua figlia Sati ed il marito il dio Shiva. Il re non aveva mai approvato il matrimonio della figlia con una divinità tanto ambigua e ai margini dell’ortodossia. Sati andò comunque ad assistere alla cerimonia, ma fu accolta malamente e si sentì umiliata e offesa dalle parole di disprezzo che il padre rivolse nei confronti del genero. Non potendo rivolgere la propria rabbia contro il padre, Sati decise che l’unico modo per tutelare l’onore del marito fosse di lasciarsi consumare dalla rabbia fino a prendere fuoco e morire bruciata. Quando il dio Shiva seppe cosa era successo, impazzì di rabbia e dolore, così si strappò un capello e lo gettò nel fiume Gange. Da questo capello nacque il terribile Virabhadra, un potente e feroce guerriero in attesa degli ordini del dio. Shiva lo mandò contro Daksa e il suo sacrifico. Il guerriero distrusse tutto con molta ferocia, insultò i brahmani, terrorizzò gli dei presenti e infine decapitò il re e ne bevve il sangue. Folle di dolore Shiva si caricò sulle spalle il cadavere della moglie e cominciò a vagare senza meta per l’universo…”.

Malgrado le differenze delle varie fonti, nei racconti delle vicende di Virabhadra c’è sempre un elemento comune: la contesa per la partecipazione al sacrificio vedico e la distruzione delle oblazioni.

simbologia

Nel mondo simbolico il guerriero Virabhadra è stato generato dal dio Shiva per combattere l’ignoranza, il dogmatismo, il mero ritualismo. Rappresenta il potere di discriminazione che tronca l’attaccamento a convenzioni obsolete. E’ fiammeggiante e luminoso come la conoscenza che toglie l’illusione e la falsità. Rappresenta l’azione forte che distrugge per trasformare.

yoga ratna

Nello hatha yoga e nello yoga ratna, lo yoga simbolico metodo ideato dalla maestra Gabriella Cella, troviamo tre asana rappresentazioni del guerriero Virabhadra la cui pratica costante riconduce alla forza, alla fermezza, alla potenza, alla stabilità, al coraggio e all’equilibrio.

Le tre posture del guerriero sono tra le più conosciute tra i praticanti yoga. Nelle prime due forme è come se dessimo vita al guerriero con le sue armi, ad esempio una spada o un arco. Con la pratica delle prime due posture, Virabhadrasana I e II, fisicamente tonifichiamo caviglie, ginocchia, rafforziamo le nostre gambe e la schiena, apriamo le anche, le spalle e il torace e facilitiamo la respirazione.

Con la pratica di Virabhadrasana III invece ci portiamo all’equilibrio, il corpo diventa forte, la schiena si rafforza e si distende, rafforziamo le gambe, i glutei, le spalle e le braccia, sviluppa la stabilità, la concentrazione, la resistenza.

Prestiamo attenzione alla pratica delle posture dei guerrieri perché potrebbero scatenare un grande “fuoco” dentro di noi e per qualcuno potrebbe essere troppo disagevole.

Se sei interessato a provare una lezione di yoga ratna, contattaci.

bibliografia

Questi brevi cenni dedicati a Virabhadra derivano da: Yoga ratna di G. Cella; Teoria e pratica dello yoga di B.K.S. Iyengar; Tantra di A. Van Lysebeth; Miti e storie – il corpo racconta di M. Albanese collana yani; Asana III – le posture di equilibrio e capovolte di L. Majolino e B. Panisson collana yani.

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